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CAMBIA CANALE

 
 
 
Nasce da un gigante bello e generoso
Il castagno è uno spettacolo della natura di rara bellezza. I primi freddi di stagione fanno sbiadire il verde brillante del fogliame e lasciano emergere le calde tonalità del giallo, dell’arancio e del marrone dorato. Così come l’olmo in pianura, il castagno è la pianta che meglio di ogni altra caratterizza il paesaggio pedemontano. Da nord a sud, da ovest a est, è un estendersi continuo di boschi di castagni. Gli alberi rugosi, dal tronco diritto o contorto, integro o percorso da profonde gallerie, crescono radi, quasi isolati, se l’antica fustaia era destinata alla produzione dei frutti, oppure riuniti a ceppaia se il bosco serviva per fare legname.
La distribuzione del castagno, originariamente limitata alle zone più elevate dell’Appennino e ai versanti più umidi, è stata fortemente influenzata dall’uomo. Con il tempo la coltura si è avvicinata alle spalle dei borghi che guardano il mare e le piante, mescolate a quelle dell’ulivo, fanno brillare di nuovi colori l’autunno rivierasco. Fu forse per la fame di terra, o per semplice fame, che il bosco fu sempre tenuto con grande cura e che i selvatici vennero innestati per poter avviare una produzione costante di frutti e di legname. Dagli alberi si ricavavano legno e cortecce. All’attento osservatore non sfuggono le tegole di legno di castagno che, incuranti del tempo, ancora coprono certe case rurali. L’appassionato di cultura contadina trova le tracce nelle grondaie fatte con la corteccia concava dei rami. Riconosce le staccionate che delimitano poderi, i pali delle pergole che sorreggono la vite, va alla ricerca della cesta intrecciata, della ciotola, dello stampo forato per raccogliere la cagliata, della madia per impastare, del rastrello e della ramazza un tempo usati per pulire il bosco. Già, perché nulla si sprecava e le foglie, raccolte con il rastrello, oltre a lasciar puliti i sentieri, servivano come lettiera per il bestiame che poi diventava concime per l’orto.
Le Castagne
Un gigante bello e generoso
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